BIOGRAFIA VALERIA BRUNI TEDESCHI

BIOGRAFIA VALERIA BRUNI TEDESCHI

Valeria Bruni Tedeschi nasce nel 1964 a Torino, figlia di un industriale e di una pianista, sorella della modella Carla Bruni. Si trasferisce con la famiglia a Parigi e, frequentando la Ecole des Amandiers a Nanterre, inizia a recitare col regista Patrice Chéreau, che la farà debuttare al cinema con Hôtel de France (1987).In Italia interpreta Storia di ragazzi e di ragazze (1989) di Pupi Avati e Condannato a nozze (1993) di Giuseppe Piccioni. In Francia vince un César come migliore promessa femminile grazie a Le persone normali non hanno niente di eccezionale (1993) di Laurence Ferreira Barbosa.Nel 1995 avvia un sodalizio col regista Mimmo Calopresti, che la vuole in La seconda volta, in cui recita insieme a Nanni Moretti. Questo ruolo, così come il successivo, ancora per Calopresti in La parola amore esiste (1998), le garantiscono due David di Donatello come migliore protagonista femminile. Valeria tornerà a lavorare con Calopresti in La felicità non costa niente (2003) e L'abbuffata (2007). Nel frattempo comunque c'è stato un bel ruolo per Marco Bellocchio in La balia (1999). Con l'acquisita maturità artistica, passa dietro la macchina da presa, scrivendo, dirigendo e interpretando nel 2003 È più facile per un cammello... È tornata alla regia altre due volte, nel 2007 con Attrici e nel 2013 con Un castello in Italia.Nel 2005, oltre a interpretare Il tempo che resta per Francois Ozon, si apre al mondo del cinema internazionale con piccoli ruoli in Munich di Steven Spielberg e Un'ottima annata di Ridley Scott. Dal 2010 torna a essere particolarmente attiva nel cinema italiano: Baciami ancora (2010) di Gabriele Muccino, Padroni di casa (2012) di Edoardo Gabbriellini, Viva la libertà (2013) di Roberto Andò, La buca (2014) di Daniele Ciprì e Il capitale umano (2014) di Paolo Virzì, apprezzato anche a livello internazionale. Nel 2015 è tra gli interpreti di Latin Lover, firmato da Cristina Comencini.Nel 2016 è protagonista del film La pazza gioia di Paolo Virzì. Nello stesso anno dirige, insieme a Yann Coridian, il documentario Une jeune fille de 90 ans.