LA PAROLA AMORE ESISTE

Regia: Mimmo Calopresti
Sceneggiatura: Francesco Bruni, Doriana Leondeff, Heidrun Schleef, Mimmo Calopresti
Cast: Fabrizio Bentivoglio, Valeria Bruni Tedeschi, Marina Confalone, Daria Nicolodi, Mimmo Calopresti, Emanuela Macchniz, Giovanna Giuliani, Gerard Depardieu, Victor Cavallo, Valeria Milillo, Massimo Bonetti, Roberto De Francesco, Daniele Auber, Cristiano Callegaro.
Fotografia: Alessandro Pesci
Musiche: Franco Piersanti
Scenografia: Alessandro Marrazzo
Costumi: Marina Sciarelli
Montaggio: Massimo Fiocchi
Produzione: Bianca Film, Camera One, Arena Films (Parigi)
Distribuzione Internazionale: Istituto Luce Cinecitta’, www.cinecittaluce.com
Paese: Italia
Anno: 1998
Durata: 80’
Romantico

 

Sinossi
Lei ricca, supernevrotica, assolutamente diffidente. Lui è un professore di violoncello divorziato, timido, silenzioso. Si incontrano, qualcosa si muove, ma rimane nei pensieri e nelle intenzioni inespresse. Dopo alcuni equivoci dilatati dalle particolari personalitа dei due personaggi, alla fine si ritrovano casualmente (una notte, lei ha bisogno di un passaggio) e forse finalmente qualche porta rimmarrà aperta.

Biografia
Mimmo Calopresti nasce a Polistena (Reggio Calabria) il 4 gennaio 1955. Si trasferisce presto a Torino dove suo padre lavora alla Fiat. Inizia a fare il regista verso i 40 anni. “Prima ho studiato da perito meccanico e poi mi sono iscritto all’università, Scienze politiche e poi Lettere. Non ho mai finito. Nel frattempo ho fatto molti lavori per mantenermi”. Il progetto che segna l’esordio alla regia di Mimmo Calopresti è “A proposito di sbavature” (1985), che gli vale il primo premio al Festival Cinema Giovani di Torino. “La seconda volta” (1995) è il suo primo lungometraggio da regista, prodotto e interpretato da Nanni Moretti, la sceneggiatura si aggiudica il Premio Solinas, mentre la pellicola viene presentata in concorso al Festival di Cannes. “La parola amore esiste” (1998), si aggiudica il Nastro d’Argento come miglior soggetto originale. Nel 2000, Mimmo realizza “Preferisco il rumore del mare”, lungometraggio con Silvio Orlando. Nel 2006 realizza “Volevo solo vivere”, il documentario prodotto da Steven Spielberg, in collaborazione con Rai Cinema. Ritorna al lungometraggio con “L’abbuffata” (2007). Mimmo si presenta nel 2008 alla Mostra del Cinema di Venezia con “La fabbrica dei tedeschi”, per continuare, l’anno dopo, con il documentario “La maglietta rossa”. Nel 2013 viene pubblicato il suo primo romanzo:“Io e l’Avvocato. Storia dei nostri padri” (Mondadori). Sempre nel 2013 produce e firma “Donne dentro e fuori”, il video sulle donne del carcere di Rebibbia. Vola, poi, in Brasile per un docufilm su Socrates, il noto calciatore brasiliano. Scrive e dirige, inoltre, “Uno per tutti” (2015), il lungometraggio ispirato all’omonimo romanzo di Gaetano Savatteri. Nel 2016 realizza ben due documentari “La fabbrica fantasma” e “La luce di Pino Pinelli”.